“Scuola Futura Friuli – 50° Terremoto”

“Scuola Futura Friuli – 50° Terremoto”

 

A pochi giorni dalla conclusione dell'iniziativa, resta viva l'intensità dell'esperienza vissuta in Friuli dalla delegazione del Liceo Crespi di Busto Arsizio, protagonista di un percorso formativo dedicato alla memoria, alla prevenzione e alla cittadinanza attiva.

Dal 2 al 5 maggio 2026, in occasione del 50° anniversario del terremoto del Friuli, il territorio ha accolto studenti e docenti in una proposta che ha unito commemorazione, formazione e riflessione civile, trasformando il ricordo del sisma in un'opportunità educativa concreta.

A rappresentare l'istituto sono stati quattro studenti — Matteo M., Samantha R., Mattia C. e Anita G. — accompagnati dal prof. Luca Belotti.

La partecipazione del gruppo si è distinta per attenzione, serietà e coinvolgimento durante tutte le attività proposte.

Nel corso dell'esperienza, i ragazzi hanno mostrato curiosità, capacità di ascolto e una notevole maturità nell'affrontare temi complessi, confermando quanto la scuola e le esperienze sul campo possano essere uno spazio educativo reale di crescita civica e personale.

Cuore della residenza formativa è stato il borgo di Venzone, simbolo della rinascita dopo il sisma, con attività ospitate anche negli spazi del Museo Tiere Motus. Qui studenti e docenti hanno preso parte a quattro laboratori tematici, pensati per intrecciare memoria storica, linguaggi contemporanei e riflessione educativa:

  • Il moto della Conoscenza, ospitato nella Sala Convegni, per esplorare a fondo il legame intimo tra storia, consapevolezza e identità collettiva.
  • Il moto delle Parole, nell'Aula didattica 1, dove la narrazione ha dato voce alle emozioni e al rielaborare condiviso del trauma.
  • Media Lab, nell'Aula didattica 2, pensato per coniugare le lezioni del passato con i nuovi linguaggi e il mondo digitale.
  • Il moto della Scuola, all'interno della Sala Espositiva, un preziosissimo momento di confronto dedicato in particolare ai docenti che ha messo l'istruzione al centro per costruire ecosistemi formativi futuri.

Accanto ai momenti laboratoriali, il percorso si è sviluppato anche all'esterno, attraverso visite e camminate nei luoghi simbolo del terremoto.

Il programma ha infatti incluso uscite formative tra Venzone, la frazione di Portis e Gemona del Friuli, tappe fondamentali per comprendere sul campo le conseguenze del sisma e i processi di ricostruzione che ne sono seguiti.

Durante queste attività, gli studenti hanno potuto confrontarsi sia con i dati scientifici e tecnici legati ai fenomeni sismici, sia con testimonianze dirette e narrazioni capaci di restituire il peso umano della tragedia.

Proprio attraverso lo storytelling, il gruppo ha potuto avvicinarsi alle esperienze di chi, in quegli anni, perse tutto e fu chiamato a ricominciare, comprendendo come la memoria non sia solo ricordo, ma anche strumento di consapevolezza e responsabilità.

L'iniziativa ha avuto anche un forte valore formativo sul piano delle competenze trasversali. In linea con gli obiettivi del PNRR legati ai nuovi linguaggi e alla transizione digitale, gli studenti hanno rafforzato competenze riconducibili al DigComp 3.0, all'EntreComp e al GreenComp, sviluppando consapevolezza digitale, spirito di iniziativa e attenzione ai temi della sostenibilità. In particolare, il riferimento al GreenComp ha messo in evidenza il rapporto tra tutela del paesaggio, responsabilità ambientale e conoscenza delle fragilità sismiche del territorio.

Dalle testimonianze e dai percorsi di visita è emersa con forza anche l'attualità del "Modello Friuli", esempio di ricostruzione fondato sulla collaborazione tra istituzioni, comunità locali e amministrazioni, che coinvolse oltre 137 Comuni.

La ricostruzione, infatti, non ha riguardato soltanto edifici e spazi urbani, ma anche il recupero del tessuto sociale, dell'identità dei luoghi e della dignità di un territorio profondamente segnato.

Per la delegazione del Liceo Crespi, questi giorni non hanno rappresentato una semplice uscita didattica, ma un'esperienza capace di intrecciare apprendimento, memoria e partecipazione.

Il messaggio che gli studenti riportano da questa esperienza è chiaro: custodire la memoria significa assumersi una responsabilità verso il presente e verso il futuro.

Ricordare, in questa prospettiva, non significa fermarsi al passato, ma trasformare l'esperienza storica in coscienza civile.

È da questa consapevolezza che può nascere una cultura della prevenzione più solida, fondata sulla conoscenza, sulla responsabilità condivisa e sulla capacità di leggere le fragilità del territorio senza smettere di immaginarne la rinascita.

Prof. Luca Belotti

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