NEXT GEN AI 2026: il futuro della scuola passa da Cernobbio, e il Liceo Crespi è in prima fila

Per sei giorni, dal 18 al 23 ottobre 2026, il Lago di Como e Milano diventano la capitale mondiale della scuola che si interroga sull’intelligenza artificiale. Tra Como, Cernobbio e Milano prende vita “Next Gen AI 2026 – International Ministerial Summit”, la terza edizione dell’appuntamento promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. In meno di due anni il summit è diventato un riferimento internazionale stabile, capace di portare la voce degli studenti fino al G20. Un evento di questa portata, però, non si improvvisa.

A renderlo possibile, accanto al Ministero e all’Unità di missione per il PNRR, c’è una rete di Scuole Polo Nazionali scelte in tutta Italia, e tra queste c’è il Liceo Daniele Crespi di Busto Arsizio.
Essere Scuola Polo non significa partecipare, significa far funzionare la macchina.
Le Scuole Polo sono il braccio operativo del Ministero sul territorio: coordinano le delegazioni, governano la logistica, progettano e seguono le attività formative e laboratoriali, sostengono la comunicazione istituzionale. È un ruolo che dice molto di come sta cambiando la scuola italiana.

Le grandi politiche nazionali, dall’innovazione digitale all’orientamento, non scendono più soltanto dall’alto. Prendono forma grazie a istituti capaci di fare rete, di assumersi responsabilità e di mettere le proprie competenze al servizio di tutti.

Per il Crespi, a pochi chilometri dalle sedi del Summit, è il riconoscimento di un lavoro costruito negli anni tra progettazione nazionale e internazionale e innovazione didattica. Da settimane progettazione, organizzazione e gestione sono le parole che scandiscono le giornate di chi, a scuola, si è messo al servizio di questo appuntamento.
Dietro ogni grande evento ci sono persone, e quelle del Crespi sono soprattutto giovani. Anna D.P. e Anita G., studentesse delle classi quinte, e Anna P., ex studentessa del Liceo Classico, sono state selezionate dal MIM e lavoreranno accanto ai referenti del Ministero per tutta la durata del Summit. È un’occasione rara: guardare dall’interno come nasce e come si governa un evento istituzionale internazionale.

Con loro una delegazione di quattro studenti, accompagnata da una docente, rappresenterà il liceo nelle attività del programma.
E un ringraziamento speciale va al team operativo della scuola, che ha seguito e continuerà a curare con dedizione molti aspetti organizzativi dell’iniziativa.

Il cuore del Summit batte a Cernobbio, nella cornice di Villa Erba. Next Gen AI è prima di tutto un’occasione di incontro: si svolge in lingua inglese e riunisce studenti italiani e coetanei di Paesi europei ed extraeuropei. Esperti internazionali animano sessioni plenarie e parallele, docenti e dirigenti seguono giornate di formazione pensate per tornare in classe con strumenti concreti, e nei laboratori si condividono le buone pratiche già sperimentate nelle scuole. Negli spazi espositivi le aziende del settore mostrano dal vivo applicativi di IA progettati per la didattica, selezionati dal Ministero con un avviso pubblico chiuso il 5 ottobre.
Il Summit non è però un evento isolato. È il punto in cui convergono tre direttrici su cui la scuola italiana sta investendo con decisione. Le Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle istituzioni scolastiche chiedono un uso dell’IA consapevole, etico e centrato sulla persona, uno strumento al servizio dell’apprendimento e mai sostituto del pensiero.
Le Linee guida per le discipline STEM spingono verso metodologie attive, didattica laboratoriale, pensiero computazionale e superamento dei divari di genere nelle carriere scientifiche, e l’intelligenza artificiale è il terreno ideale su cui far incontrare matematica, scienze, tecnologia e spirito critico.
Le Linee guida per l’orientamento, infine, hanno trasformato l’orientamento da momento episodico in un percorso formativo continuo. Conoscere da vicino le tecnologie che ridisegneranno professioni, saperi e università diventa così parte essenziale della costruzione del proprio progetto di vita. A Cernobbio gli studenti incontrano esperti, imprese e coetanei di altri Paesi e scoprono strade che forse non avevano mai immaginato.
Per i ragazzi, del resto, il Summit non è una parentesi ma un tassello del loro percorso, perché le attività svolte sono riconosciute come Formazione Scuola-Lavoro.

Lavorare in un contesto ministeriale e internazionale, comunicare in inglese, risolvere problemi in tempo reale, collaborare con professionisti: sono le competenze trasversali che la FSL vuole far crescere, qui messe alla prova sul campo.
Anche i docenti accompagnatori vivono l’esperienza da protagonisti, partecipando alle sessioni di formazione a loro dedicate.
L’entusiasmo per l’intelligenza artificiale porta con sé anche domande che la scuola non può eludere.
La prima riguarda i docenti: senza una formazione capillare e continua, anche le tecnologie più sofisticate rischiano di restare oggetti da vetrina, ammirati ma raramente entrati nella didattica di ogni giorno.
C’è poi il tema dell’equità, perché l’IA può ridurre le distanze tra studenti e territori ma può anche ampliarle, se accesso e competenze non sono distribuiti in modo uniforme. Anche la collaborazione con le aziende dell’edtech è un’opportunità preziosa, a patto che la scuola conservi piena autonomia nelle scelte pedagogiche.

E infine cambia la valutazione: quando ogni studente può ricorrere a un assistente di IA, compiti e verifiche vanno ripensati perché continuino a far emergere il ragionamento personale e l’impegno autentico di ciascuno.
Con la terza edizione la sfida è trasformare lo slancio di Next Gen AI in pratiche quotidiane dentro le aule.
Per il Liceo Daniele Crespi Next Gen AI è un banco di prova e insieme un riconoscimento.
Lo affronta su tre livelli: l’organizzazione, come Scuola Polo Nazionale al servizio del Ministero e dell’Unità di missione PNRR; la collaborazione diretta, con studentesse che lavorano gomito a gomito con i referenti ministeriali; la partecipazione, con una delegazione che porterà a Cernobbio la voce e l’esperienza dell’istituto.
È così che il nostro istituto diventa parte di una conversazione globale, e contribuisce a scrivere il futuro dell’IA in classe.

